[Recensione] Into the wild

Regia: Sean Penn
Sceneggiatura: Sean Penn
Cast: Emile Hirsch, Vince Vaughn, William Hurt, Hal Holbrook, Catherine Keener, Jena Malone, Marcia Gay Harden
Fotografia: Eric Gautier
Musiche: Michael Brook ,Eddie Vedder ,Kaki King
Montaggio: Jay Lash Cassidy
Anno: 2007
Nazione: USA
Distribuzione: BIM
Durata: 140′


Chiama le cose con il loro vero nome…

L’ultima fatica da regista e sceneggiatore di Sean Penn, con l’illustre collaborazione alla colonna sonora di Eddie Vedder (leader dei Pearl Jam), è la personale ma fedele trasposizione cinematografica del libro di Jon Krakauer, che racconta la storia vera di Christopher McCandless, giovane di famiglia borghese che rinuncia a un futuro certo per ritrovare sé stesso nella natura incontaminata.


Se vuoi qualcosa nella vita… allunga la mano e prendila…

Ogni scena, ogni inquadratura, ogni singolo fotogramma, sono studiati per determinare un percorso durante il quale Alex Supertramp (pseudonimo che sancisce la “rinascita” del protagonista) ci accompagna nelle terre selvagge, non solo per fuggire da qualcosa o qualcuno, ma per trovare altro, inseguire un’idea di esistenza svincolata dal consumismo e dalle odierne leggi sociali.

Eddie Vedder lo canta:

“Society, you’re a crazy breed
Hope you’re not lonely without me”

Potrebbe essere scontato dire che si vorrebbe essere in quel “magic bus” almeno per un attimo e vedere cosa si prova a tornare allo stato primordiale in completa solitudine, ma non posso fare a meno di dire che l’istinto in quei momenti è lì che, senza dubbio, mi avrebbe portato.
Il percorso del protagonista prevede tappe molto significative: l’incontro con gli ormai quasi estinti Hippy, la convivenza con un vecchio artigiano del cuoio che lo aiuta a raggiungere la saggezza, il rientro inaspettato e forzato nella vita frenetica della città (forse i 15 minuti più significativi del film), che rivela la sua definitiva inadeguatezza a farne parte.

Non amo di meno gli uomini, ma amo di più la natura…

In questo film Penn mette tutte le implicazioni a cui un viaggio del genere conduce. La difficoltà nel creare legami di sangue, l’iniziale affermazione dell’individualismo sull’amore e le spinte critiche idealistiche con tutte le loro contraddizioni.
I silenzi creati negli ampi spazi incontaminati fanno comprendere meglio di mille dialoghi il significato della ricerca.

L’essenza dello spirito dell’uomo sta nelle nuove esperienze…

Un film, insomma, che non può non emozionare e far riflettere e che risveglia in ogni spettatore la voglia irrefrenabile del viaggio “on the road” senza meta.

I knew all the rules, but the rules did not know me

La fotografia è fantastica; la voce narrante della sorella di Alex mai invadente; la regia ottima (Sean Penn sta diventando un indubbio punto di riferimento come regista); la storia coinvolgente; la colonna sonora contestualizzata accompagna in modo quasi inscindibile il film in tutta la sua durata.

Non può mancare un tributo doveroso a Eddie Vedder:

“Guaranteed”
, ultimo pezzo della colonna sonora che gli è valso il Golden Globe

Grazie quindi a una regia superlativa (anche un po’ compiaciuta) e a dei validi interpreti (il trasformismo di Emile Hirsh nella parte di Alex facilita allo spettatore di immedesimarsi fin da subito nel personaggio) posso sbilanciarmi nel definire questo film uno dei migliori usciti nell’ultimo periodo.

Tante sono le citazioni presenti e come in un percorso ideale, anche queste conducono a quella più significativa e in qualche modo risolutrice, simbolo di una saggezza ormai raggiunta:

Happiness is real only when shared

4 commenti to “[Recensione] Into the wild”

  1. anna ha scritto:

    io lo vado a vedere cn la scuola….ma nn credo mi piacerà,è molto probabile ke mi addormenterò!!!

  2. Emo ha scritto:

    Questo film ti lascia dentro qualcosa che non si può descrivere… assolutamente d’accordo con chi ha scritto questa rece..

  3. sa ha scritto:

    PER ANNA:
    si mi sa che non tutti abbiano l’intelligenza per apprezzare un film come questo, in cui non c’è neanche un vestito firmato o un’attrice anoressica e/o drogata, ed è evidente che tu rientri in questa categoria… intanto vivi bene lo stesso: l’ignoranza è beata! :twisted:

  4. lyron ha scritto:

    dai x favore… Nn dire così ke dopo la piccola si prende male!! :lol: :lol: :lol:

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