[Recensione] Scusa ma ti chiamo Amore

amorer.jpgVenerdì 25 gennaio è arrivato al cinema il film “evento” dell’inverno italiano: ebbene sì, perché – ci piaccia o meno – ogni volta che Federico Moccia ne fa una delle sue (di solito scrive libri, ma in questo caso si è riscoperto regista) l’impatto è enorme.

Ad attirare stuoli di ragazzine, e stavolta anche le loro mamme, è innanzitutto Raoul Bova, che interpreta Alex Belli, pubblicitario 37enne in lutto dopo la fine della sua storia con l’algida Elena (Veronica Logan, anche troppo austera). Alex, alle prese con l’inevitabile fase “larva umana”, si scontra letteralmente con la quasi diciottenne Niki (Michela Quattrociocche, bravina per essere alla prima esperienza cinematografica), che lo travolgerà con la spensieratezza e la voglia di vivere tipica della sua età, diventando anche la sua musa ispiratrice..

Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Moccia, e – com’era prevedibile – ha totalizzato oltre 4 milioni di euro nel primo week end di programmazione, sollevando polemiche sulle coppie con troppa differenza d’età e sui film di scarso spessore tratti dai romanzi “mocciani” di stampo giovanilistico. Effettivamente, arrivando al cinema memori dell’esperienza di Tre metri sopra il cielo (Lucini, 2004) e Ho voglia di te (Prieto, 2007) bisogna ammettere che le aspettative non sono altissime.

Scusa ma ti chiamo amore però si lascia guardare senza intoppi, scorrevole come una commediola made in USA. Le “frasi da cioccolatino” si susseguono sullo schermo e il pubblico ride, ride per le disavventure del povero Alex e si lascia coinvolgere dal mondo delle ONDE, le amiche di Niki, che si trovano loro malgrado un po’ catapultate nel mondo dei quasi quarantenni (il che dà luogo ad una serie di frasi illuminanti del tipo “Ma dai, anche voi andate in discoteca???”).

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Sullo sfondo episodi di vita, dalle vicissitudini adolescenziali alla competizione lavorativa, e la voce narrativa del bravissimo Luca Ward, alias Tony Costa, l’investigatore-filosofo che ne sa una più del diavolo. Moccia racconta la storia tra Alex e Niki con la leggerezza adolescenziale di quest’ultima, tra gli scorci della sua Roma e qualche battuta romanesca che non guasta mai, almeno per il pubblico romano.Fatto sta che in Scusa ma ti chiamo amore si rispecchiano tutti, dalle ragazze di 17 anni (o che li hanno avuti), ai quarantenni in crisi d’identità come gli amici di Alex. E quelli che non ci si rispecchiano sono ben felici di vedere un film poco impegnativo che li faccia evadere un po’ con la fantasia.

Poi, sul fatto che il film possa costituire –come dice il regista – una “crociata contro la società ipocrita”, che bolla le coppie con una notevole differenza d’età, potremmo avanzare qualche dubbio…ma il segreto del suo successo sta sicuramente nella sua leggera semplicità e nell’amore che, con o senza differenza d’età, al cinema fa sempre sognare.

5 commenti to “[Recensione] Scusa ma ti chiamo Amore”

  1. Maria ha scritto:

    a me è piaciuto molto…lui bravissimo lei anke.è divertente e romantico.Azzeccatissima la scelta di raul bova, che nn ha ftt diventare qst storia troppo pesante…bello meglio di 3msc e ho voglia di te.Scamarcio chi?

  2. MiRka ha scritto:

    A ME è PIACIUTA MOLTO LA STORIA MA DEVO DIRE CHE LA QUATTROCIOCCHE E LE ONDE RECITANO PROPRIO MALE!!!!!!!! FANNO PROPRIO SCHIFO! MA SIA BABI CHE NIKI NON ERANO RAGAZZE BIONDE NEL LIBRO?????????????? :shock:

  3. quattropelidelculo ha scritto:

    nomi normali per quelle quattro sceme no eh?Film inutile tratto da un libro altrettanto inutile che presenta l’amore nelle sue forme più superficiai, scontate e banali.Le quattro galline recitano col culo.Adatto a ragazzine in piena tempesta ormonale che non sanno neanche dove sta di casa l’amore

  4. pri ha scritto:

    skifezza

  5. Smart ha scritto:

    personalmente non ho mai apprezzato niente dei “capolavori” di moccia perchè non considero scrittore uno che mi sbaglia i congiuntivi in tutto il libro. Per me sono le solite storie d’amore scontatissime con un finale scontatissimo “ideate” (ma poi mica tanto perchè la storia di 3msc è vera e il caro moccia questo ha pensato di ometterlo) da qualcuno che ha capito subito come far abboccare le ragazzine scrivendo quattro coavolatine e poi proclamandosi “paladino dei giovani” perchè pensa che siamo tutti uguali con la massima aspirazione di diventare veline o fare i belli tormentati su una moto. ma ci sono anche altri ragazzi al di fuori delle sue “mocciose” come le chiama lui (io mi sentirei offesa a farmi chimare mocciosa ma comunque…) che hanno altri sogni e sentirsi catalogare tra questi non gli fa piacere. Con i film poi è andata peggio perchè le attrici ragazze hanno quella vocetta infantile insopportabile apparte la chiatti che è stata l’unica decente, e avevano la stessa capacità di variare le emozioni di un cammello del deserto. e poi scamarcio che forse sarà pure bravo ma più montato della panna che è subito diventato il bello e dannato del momento di cui tutte le mocciose che si rispettino hanno un poster ricoperto di bava nella loro stanza. per quanto riguarda raul bova io l’ho sempre trovato un bravissimo attore e lo penso ancora, anche se mi è calato molto da quando ha deciso di partecipare a questa commediola. quindi io continuo a domandarmi perchè questa roba ha così successo? perchè c’è gente con vero talento ancora nascosta che deve vedere lo scemo di turno trionfare senza aver fatto niente?? :?:

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